Eiichiro Oda, il creatore di One Piece, non è solo un narratore straordinario: è un autore con idee politiche ben precise, e le inserisce nel manga in modo tutt’altro che casuale. La maggior parte dei lettori segue la serie per le battaglie, per Monkey D. Luffy e per quella voglia irresistibile di libertà che trasmette ogni capitolo. Ma sotto la superficie di quest’opera colossale scorre qualcosa di molto più profondo, un sistema di valori coerente che vale la pena esplorare.
One Piece e la critica al potere: il messaggio politico di Oda
Il filo conduttore dell’intera saga è sempre lo stesso: un gruppo di persone che si unisce per fronteggiare un potere corrotto, un governo marcio o un dittatore spietato. Che si tratti della trama principale o delle singole saghe, Oda torna sempre su questo tema con una coerenza rara nel panorama manga. Il Governo Mondiale non è certo un esempio di istituzione virtuosa: è opaco, violento, interessato solo al mantenimento del proprio potere. I Mugiwara, al contrario, rappresentano il popolo che si ribella, la voce di chi non ha rappresentanza. In un manga shonen letto da milioni di persone in tutto il mondo, questo messaggio assume una forza straordinaria. Non è un caso che nel suo studio Oda tenga appesa una bandiera di Che Guevara: non è decorazione casuale, è una dichiarazione d’intenti.
Franky, la cola e la critica al consumismo in One Piece
Uno degli esempi più brillanti e sottovalutati del pensiero di Oda riguarda Franky, il carpentiere cyborg della ciurma di Cappello di Paglia. Franky funziona grazie alla cola, uno dei simboli più riconoscibili del capitalismo globale. Quando lo scopriamo per la prima volta, Oda costruisce una scena apparentemente comica ma in realtà molto eloquente: dal frigorifero vengono tirate fuori acqua e succo di frutta, bevande naturali e genuine, che però non funzionano per Franky. Solo la cola lo fa andare avanti. Il messaggio è chiaro: la cola lasciamola alle macchine. Gli esseri umani dovrebbero nutrirsi di cose genuine, non di prodotti industriali. C’è una critica al consumismo, ma anche un tocco di ecologismo che non ti aspetti da una scena comica.
Parlando di ambiente, basta pensare a Orochi e alla terra di Wano. Il villain di quella saga trasforma un paese bellissimo e naturalmente ricco in un inferno industriale avvelenato dalle fabbriche. È una delle critiche ambientaliste più dirette mai inserite in un manga mainstream: lo sfruttamento della terra per il profitto viene condannato senza mezze misure, con un’efficacia visiva e narrativa che pochi autori sanno raggiungere.
Inclusività e identità: i personaggi di One Piece che fanno la differenza
One Piece non si ferma all’economia e alla politica. Il manga abbraccia temi di inclusività con una naturalezza che ancora oggi sorprende, soprattutto considerando che stiamo parlando di un’opera nata nel 1997 in Giappone. Tra i personaggi più significativi in questo senso troviamo:
- Mr. 2 Bon Clay, uno dei villain più amati della serie, fluido nella sua identità e trattato con rispetto e affetto narrativo genuino.
- Ivankov, re delle okama e comandante dell’Armata Rivoluzionaria, personaggio gender-nonconforming presentato come potente, carismatico e centrale per la trama.
In entrambi i casi, Oda non li usa come macchiette comiche da deridere, ma come personaggi a tutto tondo con archi narrativi profondi. Questo è il vero impegno civile di un autore: non le dichiarazioni pubbliche, ma le scelte narrative costruite pagina dopo pagina per anni.
Crocodile, Doflamingo, Kaido: i villain come specchio dei sistemi oppressivi
Crocodile, Doflamingo, Kaido: i grandi antagonisti di One Piece sono tutti, in modo diverso, rappresentazioni di sistemi di potere oppressivi. Dalla dittatura al crimine organizzato collegato ai governi, fino al dominio coloniale, Oda li costruisce con cura chirurgica per mostrare come il potere possa corrompersi e schiacciare i più deboli. Non sono semplicemente cattivi: sono strutture, meccanismi, sistemi che il lettore impara a riconoscere anche fuori dalla finzione.
Che Oda sia o meno etichettabile con una parola sola, quello che è certo è che One Piece è un’opera politica, ecologista e inclusiva travestita da avventura piratesca. Ed è proprio questo il suo segreto più grande: far passare messaggi potenti attraverso storie capaci di farti venire i brividi e la voglia di urlare “Io sarò il Re dei Pirati!”.
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